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Poesie

Poetry in Italian

From the collection “Papaveri ubriachi” (Exitirio Editions, 2025).

(Από τη συλλογή στην Ιταλική γλώσσα, «Μεθυσμένες παπαρούνες» - Papaveri ubriachi, Εκδ. Εξιτήριο, 2025) Μετάφραση: Εύη Καλλιέρη Επιμέλεια Σωτήρης Παστάκας.

IONIO

Siamo trovati nella sabbia calda,ragazzi della pietra e del Ionio,pellegrini vigili e silenziosi.Lei è salita sulla roccia nuda,nuda e fiorita,come l’arco mortalenelle mani del sole.Lei sta pregando...Lei allegata verso il cielo profondo,ha gli occhi chiusi.Come una statua arrosta di bronzo,nella sabbia dell'estate in Ionio.Sotto,i piedi salati della roccia,brividi di mare e singhiozzi.E ai piedi nudiIl sapore dell'estate,che ci è mancato.

VOUTHOI

Si dice,che alcuni Greci,tanti anni fa,scossi dalla tempesta del mare,stanchi, nelle strade dell’Adriatico,si riposavano per pochi giorni,alle sabbie caldedella città di Cadmo,alla Vouthoie sull’isola vergine di fronte.Tanti anni dopo,ci siamo trovati nella stessa spiaggia,abbiamo incontrato il sole e la stessa sabbia...E ci siamo chiesti,se abbiamo visto le stesse immagini,alla città di[Cadmo,se ci abbracciassimo lo stesso corpo della spiaggia[calda,se ci sdraiamo sopra le stesse sabbie…Forse solo la ragazzacon la maglia arancione e lucida,con il viso come il cioccolatoche agitava l’ondamagari di essere la stessamagari che lei si trovava sempre li.

SULLE RIVE DELLA NEVA

(Afrodite di Tauride)

Come si e’ trovata quialla fredda città del Nord?Dea della mia anima,nuda e bella!Prigioniera nei palazzi della solitudinecon la salsedine dell’Egeosulle labbra sensuali!Bellezza meditabonda,piacevole luce del Mediterraneo.Le notti diffondono la luce amorosae il desiderio travolge la città.Tu, amore previsto e tristezza,nei palazzi dell’estremo Nord.Io apro le porte pesanti dei palazziquando la città ubriaca festeggia,sotto la luce galatena,strana,e lascia che mi inseguono,tutti i mortali,anche se sono infuriati.I ponti di Neva da attraversare,libera e brillante,ed io,voglio vivere accanto a te,la grandezza del momento!

IL MELOGRANO DELL’AUTUNNO

Melograno nudoche ha gettato via il manto dell’autunnoe lui si siede tutto solo dietro il recinto.Melograno nudoche scosse i colori gialli del doloreE si cinsele fiamme dei melograni scoppiati.tutto nudo, che e` in fiammeEd io,esitanteriluttante a condividere la strada!

DESOLAZIONE

Sotto l’ombra del castello calpestato,alberelli in lutto, silenziosi—vecchie uscite dalla messa mattutina.Il cavallo ferito della leggenda,si lamenta per il cavaliere suointorno alla torre del castello.Ti chiamo per nome,alle cortili erbosi dell’oblio…I cantieri amari,le vecchie nobiltà tacciono.Nel ricordo del vecchio percorsoIl basilico ha un profumo,deliziosamente muschiato.

IL PRATO VERDE

Non parlava...L’ho vistanel prato verde,silenziosa, a vedere il valzer dei fiori,i papaveri ubriachi.La sua mano meteora,verso le margheritevergini e nude.Distogli lo squadro,in silenzio...L’unica cosa che parlava,erano i colorisul suo viso.

ALBERO

ALBERO dipintodal dolore di una donnao dallo sguardo inconsolabiledello sconosciuto passante.Dolce malinconiadell’anima dell’alberodove mi accompagna!

DOPO LA BATTAGLIA

I morti si riposano sotto l’erbadell’ultima guerra.Beati,in mezzo alla pace infinita,oltre la qualedormono incurati i nemici.Persone morte che indicano l’est!Est-ovest.Fermate le lancette dell’orologio.I morti contano e ricontano il nostro tempo.La pianura nello stesso punto: nuda.Il tempo nello stesso punto: nudo.I morti come prima—tra due pietre.Est-ovest.Appoggiati alla pietra del tempo,bussola infallibile i morti...!

(Από τη συλλογή στην Ιταλική γλώσσα, «Μεθυσμένες παπαρούνες» - Papaveri ubriachi, Εκδ. Εξιτήριο, 2025) Μετάφραση: Εύη Καλλιέρη Επιμέλεια Σωτήρης Παστάκας.